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CUSTONACI Cittadina sita nell’estremità settentrionale della provincia di Trapani, ubicata su di una collina rocciosa, la cui storia è strettamente legata a quella della città di Erice in quanto parte del suo territorio fino al dicembre del ’48 quando chiese ed ottenne l’autonomia comunale. Il termine custonaci appare per la prima volta in un antico documento del 1241 nel quale viene citato il flumen custunachii (attuale Rio Forgia). La storia e la vita della cittadina gravitano attorno al SANTUARIO che si erge maestoso al centro dell’attuale impianto urbanistico. Si giunge ad esso per una caratteristica scala a tenaglia arricchita da un singolare sagrato pavimentato con piccoli ciottoli di fiume che vanno a formare unici ed eleganti disegni con motivi floreali e geometrici. Si diede principio alla costruzione del sacro edificio intorno alla seconda metà del ‘500. Diverse le modifiche. Nel ‘900, per mano di Mons. Giuseppe Rizzo, l’impianto è a croce romana con tre diverse navate divise da colonne in muratura dipinte con effetti marmorei dalle quali si innalzano archi a sesto acuto che richiamano gli stilemi gotici. Nel 2012, alcuni lavori di adeguamento liturgico dell’area presbiterale, arricchiscono il santuario di un nuovo altare, un nuovo ambone e una nuova sede oltre al riposizionamento della settecentesca balaustra. Nel cappellone il settecentesco coro ligneo intagliato sovrastato da due affreschi della prima metà del ‘700 di Domenico La Bruna: Natività della Vergine – Natività di Cristo con i pastori. Fondo del cappellone interamente occupato da una grande tribuna marmorea policroma del ‘700, progettata da un ignoto architetto e realizzata da maestranze trapanesi utilizzando i variegati marmi locali. Delle cinque statue che occupano la tribuna solo quella dell’Immacolata è in marmo, scolpita da ignoto scultore trapanese nei primi decenni del ‘600. Le altre sono tutte in legno opera di Pietro Calamela. Quelle poste nell’ordine inferiore rappresentano l’Abbondanza (a sinistra) e la Sapienza (a destra). Le due in alto raffigurano Sant’Alberto (a sinistra) e San Giuliano (a destra). Nelle volte delle due navate laterali le fondamentali scene legate al culto della Madonna di Custonaci ad opera di Carlo Righetto: l’arrivo del quadro sulla spiaggia di Bukuto e i Trasporti. Al Santuario è annesso un MUSEO – Arte e Fede – al cui interno sono custodite diverse opere di grande valore artistico e storico. Tra queste una tempera su legno del 1541, bottega del Crescenzio, raffigurante madonna in trono con bambino; un’edicola lignea del XVI secolo a rappresentare ancora madonna in trono con bambino insieme a numerosi ex-voto e suppellettili sacri. In particolare viene custodita la Cassa della Madonna realizzata in legno dorato nel 1831 dall’intagliatore Giuseppe Loretta utilizzata per il trasporto ad Erice del QUADRO Si tratta di una tavola in pioppo preparata con gesso dipinta ad olio nella quale gli studiosi ravvisano l’impronta di un artista della bottega di Antonello da Messina. Il recente restauro ha messo alla luce una data di difficile lettura 1471 o 1521. Nel 1752 viene solennemente incoronato con decreto e beneplacito di Papa Benedetto XIV dal Capitolo Vaticano col titolo di Maria SS. di Custonaci. Ciò ne confermò in qualche modo il CULTO che sostituì ad Erice l’antico culto pagano per la dea venere diffondendosi ovunque si trovasse un ericino. Nel luglio del 1784 fu approvato da Pio VI ufficio e messa propria, memoria obbligatoria in tutta la Diocesi di Trapani nell’ultimo mercoledì di agosto, giorno designato per la FESTA nel 1785. Si svolge essenzialmente in quattro giorni. Apre i festeggiamenti la domenica che precede l’ultimo mercoledì di agosto con la consegna delle chiavi, la preghiera di affidamento alla Madonna della città e l’accensione della Lampada della Pace da parte del Sindaco segno-impegno di comunione tra i comuni elimo ericini di cui la madonna di Custonaci è patrona. Il Lunedì è il giorno in cui si rievoca il leggendario approdo del venerabile quadro alla cala di Bukuto. Il Martedì si celebrano solennemente i Primi Vespri con il rito dell’incoronatio: il sacerdote pone sul capo del bambin Gesù prima e della Madonna poi le auree corone settecentesche. Il Mercoledì è il giorno della festa: al mattino lo squillo dei sacri bronzi, lo sparo dei mortaretti e le sante messe mentre nel pomeriggio al grido di Viva Maria Santissima di Custonaci la processione per le vie della città eletta CIVITAS MARIAE nell’agosto 2009 con decreto vescovile.

Testi a cura di Vincenzo Vassallo